Il Grillo Parlante era uno Stagista

Dopo molti ripensamenti ho finalmente deciso di mettere giù qualche riga.

L’articolo numero zero de “Lo  Stagista Parlante”, non poteva non essere dedicato al motivo di questo nome insolito e perché il chiaro riferimento alla fiaba di Pinocchio e del Grillo parlante: la voce della sua coscienza sempre a suo fianco.

Questo sito, vuole essere il modo di comunicare anche a chi non ha terminato gli studi il mondo di quei giovani ormai arrivati ai venticinque anni, freschi di laurea che ad un tratto sono immersi in quella che è “la vita da grandi”.

Nel mio caso quello di un ragazzo originario del Sud Italia che, come molti altri, appena diplomato ha deciso di continuare gli studi in una grande città del Nord come Milano e dopo tante esperienze, esami, Erasmus, aperitivi, serate e tutte le comodità del vivere vicino l’Università si ritrova laureato e deve essere più indipendente.

Sin prima della laurea sei spinto anzi, molte volte, “obbligato” a cercare il famoso “Stage Curriculare” che ti dà gli ultimi crediti per ottenere la laurea e allo stesso tempo ti permette di scrivere qualcosa in quel curriculum fin’ora solo pieno di esami, corsi, esperienze di volontariato.

Conclusi gli studi l’obiettivo è uno: mandare Cv, trovare un lavoro per essere autonomo. Naturalmente un novellino alle prime armi non può mai sperare, a parte eccezioni discutibili, di firmare un contratto e diventare l’uomo più ricco e in carriera del mondo.

Ma questa volta devi ottenere un rimborso per legge e quindi finalmente puoi iniziare ad essere autonomo e non dipendere più dai tuoi. Certo sai che non diventerai Paperon de’ Paperoni ma almeno è un inizio.

Fai tanti colloqui e scopri che ci sono Stage e Stage e aziende e aziende. Ci sono aziende che ti offrono uno Stage e ti dicono che è finalizzato all’assunzione e aziende che ti dicono che lo stage rimarrà tale ma il forte brand dell’azienda nel tuo Cv ricompensa alla mancanza di un futuro li.

Ognuna ti illustra le proprie “condizioni contrattuali” e alla voce rimborso tu senti numeri a caso: <>, <>, <> … e devi pure stare attento a chiedere se lordi o netti.

Devi prendere una decisione dopo tante proposte (in una visione idilliaca del mondo del lavoro) e ti accorgi ad un certo punto che qualcosa non va: come faccio ad essere autonomo se con quello che mi offrono alcune aziende non riuscirei a pagare neanche l’affitto?!

Diciamo che a questo punto fai nella tua mente un calcolo veloce di quelle che possono essere le spese di un giovane stagista e scegli una soglia minima di rimborso oltre la quale non consideri uno Stage o Contratto accettabile.

A prescindere ti sei pure trovato una stanza un po’ più in periferia ma ben collegata al centro dalla metro pagando un canone più basso (da notare che ho detto basso non economico) rispetto al centro.

Prendi la tua decisione, scegli il lavoro che ti è più conveniente ma dopo sei mesi (o più altri 6) devi ricercare qualche altra opportunità perchè del contratto neanche l’ombra.

A questo punto in attesa di trovare di meglio accetti un’altra offerta di stage e inizia l’avventura!

Questa è la vita dello stagista post riforma Fornero, che deve fare la sua sacrosanta gavetta ma nello stesso tempo deve pagare un’affitto e le bollette, fare la spesa insomma cimentarsi con il suo bel rimborso spese nell’autonomia.

E da buon grillo lo stagista parla, parla del vivere a Milano da stagista, di cosa significhi cercare una casa a Milano con la speranza che i vari “Pinocchi”ancora sui libri trovino una situazione più rosea dopo gli studi.

Tutti i diritti sono riservati a Lo Stagista Parlante ai sensi della legge 248/2000 della Repubblica Italiana

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