El Dia de los Muertos: Messico e Sicilia intrecciate da una tradizione in via di estinzione

Quando arriva il mese di Novembre, la data più attesa è certamente il giorno di Ognissanti (1 Novembre) la festa religiosa che celebra tutti i santi canonizzati o no dalla Chiesa Cattolica ovvero tutti i cari defunti che certamente sono in Paradiso.

Durante i giorni che precedono questa data, non è insolito leggere sui social post che esaltano la festa italiana del 1 Novembre e condannano l’appuntamento ormai radicato pure nel nostro Paese della notte di Halloween: ormai è un derby dove una parte “celebra Halloween” come occasione per far festa e altri che giudicano Halloween come una ricorrenza “satanica”, “demoniaca” e chi più ne ha più ne metta! Ecco che cosi molti impavidi difensori della morale passano la notte che precede la festa di Ognissanti organizzando eventi come la “Festa della luce” in contrasto con la “Festa delle tenebre” arrivata dal mondo anglosassone sostituendo le maschere di streghe, zombie e orchi con costumi rappresentanti i Santi del calendario.

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Come tutti ormai sanno, il giorno di Halloween coincide con il Capodanno celtico e secondo la religione druida in questo giorno il mondo terreno e il mondo delle anime entrano in contatto.

Il culto dei morti, è sempre stato parte di diverse culture non solo di quella cristiana o celtica. Anche nelle antiche civiltà dell’America precoloniale la fine del mese di Ottobre coincideva con rituali legati ai morti che dopo l’arrivo degli spagnoli, e conseguentemente del cristianesimo, sono state soppiantate.




Tuttavia in Messico continua a sopravvivere la festa del “Dia de los Muertos”, formalmente la commemorazione cristiana del giorno dei morti ma che continua a mantenere tracce degli antichi culti indigeni.

In questo giorno le strade delle città vengono invase da centinaia di maschere goliardiche raffiguranti scheletri che intrattengono la folla con canti e balli. Davanti la porta di ogni casa, vengono collocati degli altari votivi non decorati con fiori e ceri (come un classico altare cristiano) ma imbanditi da piatti e dolci tipici che tradizionalmente verranno consumati dai parenti defunti che quel giorno tornano sulla terra a ritrovare i propri cari.

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Anche in Sicilia sopravvivono certi rituali legati al giorno dei morti. A differenza che in altre regioni Italiane il giorno dei morti viene vissuto non come un giorno di commemorazione ma come una vera e propria festa. Se vi trovate a passare in un qualunque paese o città siciliana durante il ponte non è strano incontrare in prossimità dei cimiteri banchi di caldarroste, bancarelle di ogni genere e tutti con “l’abito della festa”.

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“Frutta Marturana”tipico dolce Siciliano della tradizione del giorno dei morti.

Inoltre proprio nella notte tra il 1 Novembre e il 2 Novembre, la tradizione vuole che i defunti di ogni famiglia ritornino a casa per portare ai più piccoli dei doni, tipicamente dolci tipici.

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“Pupi di zucchero” Tipici dolci per il giorno dei morti in Sicilia

Come è possibile vedere vi sono certe similitudini tra Halloween, el Dia de los muertos messicano e la festa dei morti siciliana:

  • TUTTE segnano un periodo di passaggio dall’estate alla stagione fredda
  • TUTTE vedono il mondo dei morti e dei vivi intrecciarsi
  • TUTTE in maniera differente riescono a esorcizzare la morte

Nessuna festa satanica dunque, nessun complotto per sradicare tradizioni altrui ma solo differenti culture, differenti popoli che si sono intrecciate  nel corso della storia e grazie alla globalizzazione tornano ad intrecciarsi.

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