Al di là della circonvalla: scoprendo la periferia di Milano

Vivere a Milano da stagista ti pone di fronte a diverse scelte e  a diversi cambiamenti. Dopo la laurea diverse certezze vengono a mancare: la tua vecchia vita da studentello dove l’obiettivo principale era superare gli esami, contornato da amici e coinquilini anche loro nella tua stessa situazione con cui condividevi casa, bicicletta e i mercoledì universitari.

Quando inizi a diventare grande e devi cercare di essere autonomo, ti rendi conto che non puoi più restare ancorato ai “tempi andati”, che i vecchi amici pur rimanendo sempre dei grandi compagni di avventura devono anche loro affrontare la vita e quindi molto spesso le strade si separano.

Quando poi percepisci il tuo primo stipendio ti rendi conto che la tua “casa storica” vicino l’università, vicino alla movida, comoda per tutto non solo smette di perdere il suo fascino perché non ci sono più le persone con cui condividevi la tua quotidianità ma è anche molto costosa.

Decidi allora di darti da fare per trovare una sistemazione abbordabile. Inizi a iscriverti ad ogni sito di annunci online e ad ogni gruppo FB in cui si offrono/cercano stanze in affitto.

E’ li che ti rendi conto di quanto vivere a Milano sia difficile: ogni offerta che vedi nei quartieri che conosci presenta catapecchie che mediamente superano il tuo stesso stipendio e quelle abbordabili sono precluse al pubblico maschile!

A questo punto hai 2 opzioni:

  1. Continuare a farti mantenere dai tuoi pur di non rinunciare a niente.
  2. Esplorare cosa si nasconde “al di là della circonvalla”

La prima opzione è certamente la più semplice ma a mio modesto parere la seconda ti permette di crescere e guardare aldilà del proprio naso (opinione personale).

La periferia di Milano è sempre stata off-limits in quanto girano molte voci sul fatto che ci sia poca sicurezza, molti immigrati e pochi servizi e per questo le case costano poco.  Personalmente adesso vivo in uno dei quartieri che comunemente sono tacciati come cattivi quartieri: Corvetto.

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Come sono arrivato li?! Principalmente perché rispetto a dove abitavo prima una stanza a Corvetto costa mediamente la metà! Prima di prendere casa ho visitato il quartiere due volte in momenti  diversi, una volta di giorno e una volta la sera.  

Prima di prendere casa, forse per deformazione professionale, ho chiesto a un paio di persone nelle immediate vicinanze dell’appartamento che dovevo andare a vedere come si viveva a Corvetto, e se il gioco valeva la candela. La maggiorparte delle persone a cui ho chiesto erano volutamente donne/ragazze in quanto di solito molto più “attente” a scegliere un quartiere dove vivere.

Oltre alle opinioni di chi viveva a Corvetto ho dato un’occhiata anche su internet cercando fonti autorevoli. Una di queste è una ricerca dell’Università Bicocca sui quartieri di Milano in cui con una mappa con diversi colori si mostrava il livello di “abitabilità” di un quartiere. Diciamo che Corvetto non  era paragonato a  Manhattan (siamo pur sempre in periferia) ma non era classificato neanche come Bronx!




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La mappa dei quartieri di Milano per livello di sicurezza

Alla fine mi sono deciso ed ho preso la camera e ormai è quasi un anno che vivo in questo quartiere!

Dalla mia esperienza personale se dovessi descrivere il mio nuovo quartiere userei 2 parole :

  • Multiculturalità

Uno degli stereotipi dei quartieri periferici è che ci siano molti stranieri ed è in parte vero. Corvetto non è da meno : quando cammini per strada vedi persone di varie nazionalità e insegne di ristoranti e negozi cinesi, turchi, indiani e sud americani.

La cosa positiva che rende Corvetto un quartiere multietnico e per questo multiculturale è che non è un quartiere “ghetto” nel senso che anche se la maggior parte degli immigrati che ci vivono sono Sud Americani (con cui io vado molto d’accordo visto i sei mesi in Cile) convivono diverse etnie, diverse culture e diverse religioni.

Personalmente poi condivido la casa con altre quattro persone di cui due italiani, un croato e un indiano tutti con una storia diversa alle spalle e ognuno arricchisce nel suo piccolo il mio bagaglio di esperienza: ho scoperto nuovi modi di pensare, nuove religioni, diversi modi di cucinare uno stesso prodotto e messo alla prova le mie “team building skills” in una casa grande abitata da 5 maschi lavoratori!

Addirittura l’idea di scrivere un blog non mi sarebbe mai venuta in mente senza il mio coinquilino indiano che ha intrapreso  prima di me questa avventura creando il sito  www.milankaraja.com dove è possibile vedere come vive un cittadino straniero nel nostro Paese.

  • Paesino        

Uso la parola “Paesino” perchè non abitando più in centro sto rivivendo in piccolo la mia vita da paese: mercato rionale, processioni religiose di quartiere, il fornaio, il fruttivendolo e il venditore di spezie sempre in prossimità. Personalmente  trovo che fare colazione al bar ed essere accolto come un abitué con : <> non abbia prezzo!

Tornare a casa la sera è facile, comodo e sicuro in quanto dopo gli orari della metro vi è la sostitutiva notturna e, quando torni a casa dalla tua seratona in centro (magari insieme agli amici di sempre che ancora fatichi a non vedere con cadenza fissa), è sempre piena di giovani che come te vivono a Corvetto con tanti sogni, progetti da realizzare.

A conclusione darei al mio nuovo quartiere un voto in pagella pari a 8!

E voi dove vivete? Com’è il vostro quartiere? Invito tutti a commentare ed a raccontare la propria esperienza in un quartiere nuovo magari a confermare o sfatare gli stereotipi legati a quella particolare zona di Milano.

Tutti i diritti sono riservati a Lo Stagista Parlante ai sensi della legge 248/2000 della Repubblica Italiana.

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Una risposta

  1. 03/04/2017

    […] Leggi anche “Al di là della circonvalla: scoprendo la periferia di Milano” […]

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