Cerchi casa in città? Non dimenticare una cosa importante

Quando si è alle prese con la ricerca di una stanza in affitto a Milano, così come nelle più grandi città italiane, si va incontro a dei veri e propri colloqui di ammissione.

Prima di trovare il mio attuale appartamento ho dovuto sottopormi a molti di questi provini…forse entrare al Grande Fratello è più semplice!

Ma dopotutto, è anche da capire, quando si cerca una stanza in un appartamento in condivisione chi è arrivato prima di te ha anche il diritto di capire chi mettersi dentro casa dopo che uno dei vecchi inquilini se ne va.

E’ proprio in questi casi che chi cerca casa, deve anche stare attento alle condizioni che gli si propongono.

A Milano i proprietari di casa sono soliti affittare gli interi appartamenti, con un contratto unico per tutti gli inquilini. I proprietari milanesi  lo fanno per garantirsi, o perché forse troppo pigri per cercare altri inquilini se uno se ne va.

Facendo un contratto unico in cui più di due persone si dividono un appartamento, garantisce al proprietario un entrata fissa anche se dal contratto recedono persone. (es. Un appartamento in condivisione con tre persone, in cui la quota è di 500€ a testa, se una di queste persone se ne va, i rimanenti inquilini dovranno pagare la “quota scoperta” quindi 750€ a testa!)




Quindi sono gli stessi inquilini a cercare un nuovo inquilino, e per codice non scritto tra coinquilini, chi se ne va deve aiutare i suoi compagni e non andarsene all’improvviso!

E’ proprio qui, che chi cerca casa, deve fare attenzione. Infatti nella maggior parte dei casi quello che si propone al futuro inquilino è il SUBENTRO NEL VECCHIO CONTRATTO, cioè praticamente sostituire, sul contratto in corso, il nome del coinquilino che lascia la casa con il proprio e pagare dora in poi la sua quota al suo posto.

Tutti sappiamo che, un contratto di affitto prevede anche il versamento di una caparra come deposito cauzionale che viene restituito alla fine del proprio contratto (al netto di eventuali danni fatti alla casa e di competenza dell’affittuario).

In molti casi, la persona che lascia la camera propone prima al proprietario e poi al nuovo inquilino che vuole prendere la camera di  non ricevere indietro la sua caparra dal proprietario ma, il coinquilino che entra versa la propria caparra direttamente a quello che va via, limitando cosi i movimenti bancari all’essenziale.

Immaginiamo una situazione tipo

Ricordate il nostro appartamento in condivisione di tre coinquilini a 500€ a persona di prima?

Immaginate che all’inizio i tre coinquilini hanno trovato casa insieme stipulando un contratto unico in cui tutti e tre si impegnano a prendere in affitto l’intero appartamento per 4 anni, a 1500€ mensili versando ognuno 500€ di caparra iniziale (che sommati fanno un mese di affitto).

Passano 3 anni, manca un anno alla fine del contratto. Uno dei tre inquilini è costretto a trasferirsi in un’altra città per lavoro e deve lasciare la casa. Di conseguenza, gli altri 2 avranno due possibilità per non rimetterci: recedere dal contratto anche loro e cercare casa altrove, o affrettarsi a trovare un sostituto del loro amico.

Ai tanti annunci su vari gruppi di Fb risponde un ragazzo, Mattia, che è stato appena preso per uno stage di un anno a Milano. Vede la camera, conosce gli altri inquilini. La casa tutto sommato sembra in buono stato, (si sa, inizialmente non inizi ad aprire sportelli o controllare che i tubi perdono) e decide di prenderla.

Il coinquilino uscente gli propone di versare la caparra direttamente a lui (d’accordo con il proprietario) e di subentrare nel contratto per l’anno rimanente. Mattia ha quindi finalmente trovato casa!

Passa un anno, Mattia ha terminato lo stage e deve lasciare la casa insieme ai suoi compagni di appartamento perché il contratto è terminato.

L’ultimo giorno, il proprietario va a trovarli a casa per redigere il “verbale di chiusura”, dove si attestano le condizioni della casa, la riconsegna delle chiavi e…la restituzione della caparra!

I si fa la conta dei danni di competenza degli inquilini, che dovranno essere sottratti alla caparra prima della restituzione. Il proprietario scopre una serie di problemi che implicano l’utilizzo di almeno il 50% della caparra quindi di 750€. Di conseguenza (in una condizione di “parità”) la cifra che deve essere restituita al netto dei danni a ciascuno è di 375€.

Questi danni, però, Mattia già li conosceva perchè erano già presenti al suo istallarsi in casa quindi competenti al periodo in cui la sua camera era del ragazzo che aveva sostituito.

Peccato che, con il subentro, Mattia abbia accettato di “Sostituirsi” in un contratto già in corso: non aveva fatto una consegna delle chiavi e un verbale di inizio contratto (in cui si dice la condizione della casa prima dell’arrivo del nuovo inquilino). Quindi essendo un contratto unico ed essendo il deposito cauzionale sul suo conto in banca lo stesso di 4 anni prima (ricordiamo che Mattia ha versato la caparra al coinquilino uscente e non al proprietario) Mattia è costretto a rimetterci, per cavilli burocratici, per danni che materialmente non gli competono.

Come evitare questo intoppo?

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Tutto deve essere messo in chiaro il giorno in cui si decide di prendere una casa. Anche se vi è un subentro è diritto (e priorità di chi prende una camera) richiedere una consegna delle chiavi ufficiale del proprietario e un conto dei danni alla casa prima del suo arrivo in casa vedendo quelli che non competono a se.

NON VERSARE LA CAPARRA AL COINQUILINO MA AL PROPRIETARIO altrimenti chi va via ha ricevuto indietro la caparra intera mentre chi ci andrà di mezzo alla fine (se non si hanno le giuste accortezze) sarà il nuovo arrivato in buna fede!

Leggi anche “Al di là della circonvalla: scoprendo la periferia di Milano”

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