STORIE DI STAGISTI PARLANTI|Un caffè con Silvia e Diego di Pick Up the Vinyl






I momenti trascorsi all’interno di una tipica giornata in un campus universitario variano da persona a persona. C’è chi studia, chi cerca di fare amicizia, chi tra una lezione e l’altra fa la pausa “caffè + s“.

Ma l’Università ti permette anche di coltivare le tue passioni e in molti casi ti da anche gli strumenti per poterlo fare…

Se c’è una cosa che ho imparato nella mia Università  è che ciò che hai studiato deve servirti per realizzare i tuoi sogni e la tua persona!

Alcuni giorni fa ho trovato una notifica sul mio FB, un invito del mio amico Diego  a mettere “Mi Piace” ad una pagina.

La pagina in questione riguardava Pick Up the Vinyl un programma radiofonico unico nel suo genere che come dice il nome trasmette solo musica in vinile.

Ho poi piacevolmente scoperto che Pick Up the Vinyl sarà  condotto e gestito da Diego e dalla sua socia Silvia.

Ho conosciuto Diego e Silvia all’Università, dove insieme ad una squadra formidabile hanno rivoluzionato la TV degli studenti Bocconi e rallegrato con la loro passione per la musica  tanti  pomeriggi prima di un esame con  Radio Bocconi.

Ho chiesto a Diego e Silvia di vederci per un caffè perchè ho ritenuto che il loro progetto ben rispecchia la mission che Lo Stagista Parlante si propone: quella di cercare di rendere i propri sogni e le proprie passioni il tuo lavoro, servendoti delle tue competenze acquisite nel tuo percorso personale e professionale.

Come nasce l’idea di aprire un programma radio tutto vostro?

S: E’ partito tutto dalla Reunion di Radio Bocconi, ma nessuno l’ha presa seria…poi dopo qualche settimana…

D: Da parte mia invece, quando abbiamo fatto quella puntata mi sono detto: “Bello, però ora non lo rifarei come lo facevo prima”;  allora lo facevo perché avevo due ore da passare. Ora sono nella fase della mia vita in cui se faccio qualcosa, in qualche modo, mi deve arricchire o comunque mi deve dare di più del tempo che perdo per farla.

Poi un mesetto dopo mi è balenata l’idea “Uh sarebbe figo fare qualcosa” ma mi sono  detto che fin quando non avessi avuto un’idea vera non avrei cominciato.

 

Io sono una di quelle che ha detto “Ragazzi, io non so se posso trovare il tempo che ci vuole per un progetto del genere perché lo voglio fare bene”…e invece alla fine  ho detto SI!

 

E l’idea del Vinile, a chi è venuta?

D: A me…

S: C’è da dire che Diego ultimamente ha anche un po’ la fissa per i vinili…Sono sei mesi che si è comprato il giradischi e si compra i vinili. E’ diventato un po’ “obsessive”(lol).

D: Esatto, la musica in vinile  è una mia passione, ma non guadagnando seriamente con il mio lavoro principale non avevo tempo per gli hobbies.

 Quando  ho cambiato lavoro ed ho iniziato ad avere più disponibilità economica ho comprato il giradischi ed ho iniziato a pensare a qualcosa. Il primo  vinile è stato “Thriller” e me lo hanno regalato loro (gli amici ndr)per il compleanno del 2012.

Poi mi sono detto “Non posso ascoltare lo stesso album nei secoli dei secoli”…così ho iniziato a comprarne altri e la mia collezione è cresciuta. Alla fine mi sono detto “Che figo sarebbe!”

In realtà mettere un album nel  giradischi ti “obbliga” ad ascoltarlo tutto. Perché se una delle tue canzoni preferite è a metà o alla fine del primo lato, comunque tu devi ascoltarle tutte prima di arrivare a quella che ti piace…non puoi mica saltare o tornare indietro.

Quindi ascoltando tutto mi sono detto “beh anche queste che non conosco in realtà sono belle!” E così mi sono detto “Ma si! Un programma Radio in cui si ascolta tutto un album…MAGARI IN VINILE!” E qui entra in gioco Silvia.

S: Esatto…io sono una di quelle che ha detto “Ragazzi, io non so se posso trovare il tempo che ci vuole per un progetto del genere perché lo voglio fare bene…e invece gli ho detto “SI!che bello cosi penso di meno al mio lavoro!”

Quando Andrete in onda?

 

Siamo ovunque, abbiamo dominato la Sicilia,siamo in Lombardia e fino in Sardegna.

 




 

S: Il 4 Settembre registreremo la prima puntata e saremo live su Radio Bocconi.

D: Poi abbiamo fatto un altro step, perché abbiamo detto “Facciamo una puntata di prova e vediamo come va”  cosi da avere il tempo di dire no è una cattiva idea.

Poi è venuta bene quindi mi sono chiesto: ma perché questa volta non uscire da “casa nostra”?

Ho provato a contattare, senza esagerare, almeno 300 radio locali in tutta Italia per ritrasmettere il programma dopo la diretta del Lunedì  sera.

Mi hanno dato l’ok una ventina di radio più o meno e quindi da Settembre il programma va in onda live su radio Bocconi,e da Martedì mattina io lo mando  alle altre 20 radio che sono in tutta Italia (Sia fm che in Web).

Siamo ovunque, abbiamo dominato la Sicilia,siamo in Lombardia e fino in Sardegna.

E li ci siamo detti: “Quanti soldi spenderemo a comprare i vinili ogni settimana! Ci serve uno sponsor”.

Io nelle mie idee folli ho detto “Beh, scrivo ad Amazon! “  E invece ci hanno ricevuto subito. Quindi Amazon è sponsor ufficiale del programma che ci fornisce i vinili!

S: I vinili non li ordiniamo noi, ma arrivano il giorno della puntata senza che noi ne conosciamo il contenuto.

Giriamo un video al mese di Unboxing dove ci arrivano questi vinili di cui sappiamo solo che 2 sono vintage e 2 moderni, 2 sono italiani e 2 internazionali ma non sappiamo cosa ci arriva!

Ma Pick Up The Vinyl non è solo questo…

S: E’ un programma di approfondimento musicale a tutti gli effetti, quindi non si ascolterà solo musica ma saremo preparati sull’intero album ascoltato e sull’artista.

E’ un  modo di prendere quel qualcosa di rétro del vinile, del giradischi e cercare di svecchiarla.

I vinili stanno andando tantissimo, hanno avuto un picco assurdo. Ormai gli artisti di oggi, oltre al CD rilasciano anche la versione in vinile dell’album o dei singoli brani.

Facciamo un esempio:Gabbani ne sta pubblicando uno dopo l’altro..o Tiziano Ferro.

 

Ora siamo sommersi dalla musica e siamo portati ad ascoltarla random… Ma all’epoca i vinili avevano regole precise…





Chi sarà il vostro ascoltatore medio?

S: Noi cerchiamo sia di rivolgerci agli appassionati del vinile che hanno una cultura e sanno di cosa stiamo parlando.

Ma allo stesso tempo, però, vogliamo avvicinare i giovani all’idea del vinile…al concetto di sentire canzoni, come ti dicevo, moderne, ma con un ascolto diverso!

Come diceva Diego, è un ascolto dell’album intero, è fondamentale seguire il “percorso” che l’artista ti fa fare.

Non scordiamoci che la maggior parte degli artisti quando pensa ad un album pensa ad un percorso sensoriale in tutti i sensi.

Se un artista decide di mettere come prima canzone la canzone “A” e come ultima la “C” c’è un motivo. C’era un motivo negli anni ’50, ‘60 ’70, negli anni ’80 e c’è un motivo anche adesso secondo noi.

 

Noi non ti raccontiamo di un album che è uscito in vinile, noi ti facciamo sentire il vinile, attacchiamo il giradischi alla radio…

 

 

D: Esatto…diciamo che all’epoca il vinile aveva delle regole più forti.

Ora siamo sommersi dalla musica e siamo portati ad ascoltarla random. All’epoca i vinili avevano regole precise perché la prima canzone dell’album era il singolo di debutto, la prima del retro era la più ascoltabile perché una volta che tu ascoltavi tutto il lato A andavi ad ascoltare il lato B e il lato B ti doveva coinvolgere.

Quindi la prima canzone del lato B era la più orecchiabile. Tante regole, che magari gli album di adesso non seguono in maniera rigida perché non nascono per essere pubblicati principalmente in vinile, ma comunque conservano questo percorso musicale.

S: Si, diciamo che l’artista ti voglia raccontare una storia attraverso l’ordine delle canzoni!

Poi allo stesso tempo c’è  una differenza di suono il vinile ha un suono diverso dalla canzone digitalizzata. Noi consideriamo  ciò un valore pionieristico  del programma: noi non ti raccontiamo di un album che è uscito in vinile, noi ti facciamo sentire il vinile, attacchiamo il giradischi alla radio…

Quindi ci saranno tanti “Imprevisti”…

S: Esattamente! Considera che è molto difficile perché dobbiamo parlare nel mezzo di una canzone e raccontare e Diego deve essere capace di stoppare la canzone e fare in modo che noi riusciamo a fare il nostro commento nel mezzo e far ripartire l’altra canzone in programma… e con un vinile è una cosa complicatissima!

Anche questo sarà il bello del programma: durante il programma si ci può godere il fruscio del vinile, il fruscio della testina che si poggia sul vinile, e anche momenti di silenzio prima che parta  un pezzo e quando finisce un pezzo. Diciamo che sono piccoli difetti (nel modo di fare radio oggi) che per noi arricchiranno solamente l’esperienza sensoriale.

La voce del programma siete e sarete voi due, ma c’è qualche altro compagno di team?

D:  Si, c’è un altro nostro amico, Edoardo che gestisce l’aspetto legato ai blog: sta curando gli articoli sul vinile per gli appassionati, a cui si aggiungeranno le recensioni settimanali, Unboxing mensili e la classifica periodica. Ma stiamo cercando anche di allargare i nostri rapporti anche con nuove partnership.

Beh allora…Il motivo per cui ci tenevo ad intervistarvi è perché la vostra storia ricalca lo spirito del Lo Stagista Parlante.

Il nostro Community Blog cerca di essere un punto di riferimento per i giovani come noi, alcune volte definiti Millennials, altre volte (come dice il nostro nome) Generazione Stage.

Lo Stagista Parlante nasce per dare visibilità a tutti quei giovani che hanno voglia di fare ma trovano difficoltà a sviluppare le proprie qualità e le proprie passioni. Voi siete un esempio contrario: avete delle idee e cercate di metterle in pratica da soli senza che nessuno vi faciliti dall’alto. Certamente rimanendo con i piedi per terra…Ecco, cosa direste a questi giovani che vi stanno leggendo?

S: Allora, sarei un’ipocrita a dirti “molla tutto e segui il tuo sogno” perché prima di tutto la pagnotta sul tavolo bisogna portarla.

Al momento, entrambi, abbiamo un lavoro che anche se magari non è il lavoro della vita ci permette di essere autonomi ed di poter vivere.

Però dico anche non bisogna vivere solo per il lavoro e che è il sogno di tutti ovunque nel mondo poter fare delle proprie passioni il proprio lavoro. Quindi perché non provarci?! Da questo punto di vista ci si deve buttare, non si deve avere paura…ovviamente calcolando i pro e i contro e la propria disponibilità.

D: E io aggiungo di provarci! Pensate a me quando ho scritto ad Amazon, mi dicevano “Devono rispondere a te…” e invece!

 

 

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