#nonsolotempli|Quel soldato dimenticato in una chiesa che crolla

La mia prima tappa della mia estate Agrigento #nonsolotempli  non poteva non essere il Duomo.

Caspita, ogni città ha un Duomo e di solito è una delle tappe obbligate per un turista! Ed anche Agrigento ha un Duomo, che da noi viene chiamato Cattedrale perché è la chiesa principale del Cardinale.

Se andare alla Valle dei Templi ti riporta indietro al glorioso periodo della Sicilia greca, la Cattedrale di Agrigento ti racconta il resto della storia.

Dal campanile attuale, una antica torre del periodo Arabo di Sicilia e riconvertita a campanile nel ‘400, l’edificio ha vissuto l’epoca normanna, l’epoca sveva, l’epoca aragonese, spagnola e contemporanea.


Un percorso di storia, dovuto al fatto che, chi ha contribuito a costruire la cattedrale non ha sostituito bensì aggiunto a ciò che c’era prima, formando pezzo dopo pezzo, epoca dopo epoca un capolavoro di architettura e un libro di storia tangibile.

Un gioiello nascosto, dimenticato e che rischia di perdersi a causa del tipo di terreno su cui è costruito che tende giorno dopo giorno di provocarne la fine.

Si sono mobilitati in molti per salvare la cattedrale: il Cardinale ovviamente, le istituzioni territoriali e tutti i cittadini che considerano il restauro della cattedrale come salvare un bene importante e un investimento per lo sviluppo turistico di Agrigento.

Adesso, l’antica chiesa è in restauro ma è tuttavia visitabile, pagando un biglietto per contribuirne alla sua messa a nuovo definitiva o ALMENO CHE NON CROLLI!

Così, in una calda mattina estiva, prima di buttarmi a mare (come si dice da queste parti) ho deciso di visitare la cattedrale di Agrigento.

Quel piccolo soldato messo in un angolo…

Ammirando la maestosità della cattedrale, lo sguardo mi si posa su una teca di vetro contenente un corpo, uno scheletro, messa li in un angolo.

Guardando con attenzione, ho visto che è un antico soldato in divisa…ma non capivo chi. Ho chiesto ad un addetto chi fosse e mi dice “San Felice martire”.

Le chiese cattoliche sono piene di urne contenenti le reliquie dei santi martiri, ma io non sapevo  che ad Agrigento c’era il corpo di un santo messo in un’urna.

E in effetti cercando San Felice su internet non trovo nessuna traccia di un santo con questo nome o comunque nessuno con riferimento ad Agrigento.

Cercando notizie su i media locali ho scoperto che lo sconosciuto san Felice, non è in realtà un santo canonizzato, ma bensì un soldato morto durante un’antica battaglia contro i saraceni.

Tradizione vuole che sia Brandimarte, uno dei personaggi raccontati nell’Orlando Innamorato e nell’Orlando furioso.

Brandimarte fu un giovane pagano convertito al cristianesimo, innamorato della bella Fiordigi e morto per mano dei saraceni nella battaglia di “Lipadusa”, Lampedusa.

Una battaglia antica, dimenticata, ma esistita che racconta di un soldato innamorato.

Se ci facciamo caso in tutte le storie spunta sempre un amore. E’ il modo più semplice di raccontare una parte di storia reale: aggiungere un pizzico di romanticismo.

Beh non so tu, caro lettore, ma appena ho saputo che quel soldato messo in un’urna della Cattedrale aveva qualcosa da raccontare pure lui…

mi è venuta in mente la chiesetta di Firenze, dove tradizionalmente è sepolta Beatrice, raccontata da Dante nella Divina Commedia. La sua tomba è tradizionalmente meta di ragazzi innamorati, che lasciano petizioni sulla tomba di Beatrice per proteggere il loro amore.

Una cosa simile succede anche a Verona dove i turisti, vanno a visitare la casa di Giulietta e a fotografare il famoso balcone raccontato da Shakespeare appiccicando (ora un po’ meno a causa dei divieti) dei bigliettini d’amore sul muro della casa.

Mi sono chiesto, perchè Brandimarte sia stato dimenticato. Mi sono chiesto se gli agrigentini lo conoscono e mi sono chiesto se un turista, magari innamorato, verrebbe a trovare Brandimarte.

Leggi la storia d’amore di Brandimarte e Fiorfdigi

Siccome il progetto #nonsolotempli prevede la collaborazione di altri esperti ho voluto coinvolgere in questo caso la nostra esperta letteraria Luisa, chiedendole di raccontarci la storia di Brandimarte.

Luisa Taibi– Licterature Expert Author

 

Brandimante e Fiordigi sono due personaggi immaginari, presenti nell’ Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo (1495) e nell’ Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (1532).

Fiordigi è una giovane donna, chiamata anche Fiordalisa, un nome che richiama un fiore, il Fiordaliso appunto. Su questo fiore ruota una leggenda che affonda le sue radici nel passato. Si narra, infatti, che fu un impacco di fiordaliso a guarire il centauro Chirone, considerato il più saggio dei centauri, esperto nelle arti, nelle scienze e nella medicina così come la bella e giovane Fiordigi.

Brandimarte, invece è il grande amico di Orlando. Nell’Innamorato, Libro I, canto IX si legge: “Era Cortese, il suo leggiadro core fu sempre acceso di gentile amore.”

I due inizialmente si ritrovarono come schiavi e una volta compresa lo loro origine regale fuggono e decidono di sposarsi convertendosi al cristianesimo.

Nel Furioso, Brandimarte si ritrova prigioniero nel palazzo di Atlante, e vi rimane finché Astolfo non lo libera.  Viene così informato, che il suo amico Orlando è diventato pazzo e così decide insieme a Fiordigi di andare alla sua ricerca.

Il viaggio è colmo di colpi di scena, di avventure e di catture ma i protagonisti riescono a liberarsi e ad incontrare l’Orlando impazzito, riuscendo a fargli acquistare di nuovo il senno facendo inalare il contenuto di un’ampolla.

Ma le sorti dei due giovani, non sono degne di un lieto fine.

Il coraggioso e innamorato Brandimarte viene infatti battuto durante una battaglia a Lampedusa. Il suo funerale è narrato come solenne e celebrato in nave in un viaggio che tocca il vulcano Etna e Agrigento.

Fiordigi, morirà pochi giorni dopo dal dolore di aver perso il suo amato.

Quindi Agrigento è la custode di una bellissima storia d’amore, la storia di un cavaliere e della sua giovane dama… una storia che è stata dimenticata ma che forse vale la pena raccontare al mondo, non credi anche tu?



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Una risposta

  1. 25/10/2017

    Thank you very much for your blog.

    I enjoyed reading this article.

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