Diffida di chi ti elogia| L’intervista a Federico Dolci di BOOM Image Studio

I giovani di oggi…

Passiamo anni dietro i libri inseguendo i nostri sogni, cercando di raggiungere i nostri obiettivi.

Farsi largo in un Paese che poco investe sui giovani è difficile, ma non impossibile!

Bisogna sgomitare, a volte piangi e sembra che tutto sia nero…che tutti questi anni siano stati soltanto una perdita di tempo.

Ma i tuoi sogni e i tuoi progetti sono più forti di qualsiasi negatività!

A volte capisci che se Maometto (il lavoro) non va alla montagna, allora la montagna deve andare da Maometto.

Se non trovi un lavoro, TE LO CREI.

E’ quello che ha fatto Federico, che della sua passione e della sua arte ha creato un’impresa: BOOM Image Studio.

Ho conosciuto Federico  e la sua azienda su LinkedIn e quello che mi ha colpito, ed è il motivo per cui gli ho chiesto di fare due chiacchiere assieme, è il fatto che il percorso di Federico è stato di tipo umanista, un percorso affascinante e difficile che al giorno d’oggi viene sottovalutato.

Ciao Federico e ben ritrovato!

Grazie per aver accettato di raccontare ai lettori del Lo Stagista Parlante la tua esperienza.

  • Parlaci un po di te, chi è stato, chi è  Federico oggi?

Chi è Federico? Dopo un anno di grandi cambiamenti torno finalmente a fare i conti con una delle domande più difficili.

Nato in Valtellina e formato tra le pagine dei grandi classici, mi trasferisco a Milano per studiare Filosofia spinto dalla voglia di comprendere di più, forse ingenuamente.

Concluso il triennio, mi iscrivo al corso di Laurea Magistrale in Scienze Antropologiche ricercando un modo per “sporcare” la Filosofia pura, per “tornare nel fango” e cambiare il mio punto di vista, nuovamente.

Tutto questo fino a poco più di un anno fa, quando ho lasciato l’università a pochi esami dalla fine. Esatto. Ho lasciato l’università anche se ne ero innamorato.

In questo tumulto emotivo, nasce BOOM imagestudio. Una nuova pagina della mia vita. La più bella.

  • Come è nata l’idea di Boom Image Studio? il termine Boom è legato allo scoppio, perchè questa parola?

Da molti anni la fotografa è una mia grande alleata. Mi ha seguito dalle escursioni alpinistiche fino ai banchi universitari e, proprio a Milano, un giorno, si è trasformata in un’occasione.

La città aveva fame di fotografie: Airbnb, Booking e molti altri colossi vivevano di foto, vendevano foto.

Ricordo ancora quando Giacomo mi chiamò e disse: «cercano un fotografo di interni».

Andammo in due, sperando che l’unione facesse la forza perchè nessuno di noi l’aveva mai fatto prima e così unimmo le nostre esperienze in una fotografia mai sperimentata.

Ci presero. Un posto, uno stipendio. Ma non ci importava.

Di giorno foto, di notte post-produzione. Volevamo imparare e ogni scatto era l’occasione perfetta per migliorare.

Ricordo ancora la fatica di quei giorni, l’assoluta cura, l’attenzione maniacale al dettaglio. Ricordo l’energia. Ci sentivamo vivi.

Dopo circa due mesi aggiungemmo in camera mia una terza sedia, per Jacopo, terzo founder. Da quel giorno tutto cambiò. Un’altra volta.

A 24 anni, di fronte alle perplessità di tutti, aprimmo la nostra società. Sicuri di noi, insieme guardavamo dove tutti non si spingevano.

Oggi, dopo un anno, tanto è successo. Altre 12 persone si sono unite al Team.

Migliaia di servizi fotografici sono stati prenotati sulla nostra piattaforma e aiutiamo centinaia di fotografi in tutta Europa a vivere della stessa grande passione che ci unisce a loro.

Ogni giorno per noi è il giorno uno, ci svegliamo con la voglia di ridefinire il modo di lavorare con la fotografia, di viverla e di stare insieme. In modo liquido, collaborativo, che unisca e faccia crescere.

Vogliamo portare esattamente la stessa cura, collaborazione e passione provate in tutto il Mondo.

  • Lo Stagista Parlante nasce per raccontare delle difficoltà dei giovani di oggi a farsi strada in una società che poco investe sui giovani. Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato per avviare la vostra impresa? Avete riscontrato l’ormai triste binomio “giovani”- “poca credibilità”?

Io sono un grande fan delle difficoltà.

Sono ciò che mi stimola ad andare avanti, ciò che mi costringe a dubitare e migliorare, ogni giorno.

Sulla mia strada ho sempre avuto la “fortuna” di incontrare persone che mi mettessero in difficoltà. Ho sempre dovuto dimostrare di più, ho sempre voluto farlo.

Questo mi ha aiutato a fare di ogni sconfitta un’esperienza e di ogni successo un insegnamento.

E credo sia proprio questa la chiave di volta, perchè non esiste Italia o nel resto del mondo, non esiste giovane o vecchio.

Oggi esistono ragazzi che emergono da semplici video, persone che bussano alle porte di grandi società ed iniziano il loro percorso lavorativo, altre che il lavoro lo inventano.

Ciò che accomuna queste volontà è la voglia di mettersi in gioco. Di non fermarsi, di provare. Diffidate quindi da chi vi elogia. Il divertimento sta là dove tutto va dimostrato.

  • Quali sono i consigli che Federico darebbe ad un giovane italiano di oggi?

Non posso che consigliare di provare. È quello che ho fatto e ciò che faccio ogni giorno.

Provare, provare e provare perché solo alle fine, voltandosi, si può intravedere un disegno complessivo che ogni giorno costruiamo, anche inconsapevolmente, fatto di azioni quotidiane, gesti e sacrifici.

Pochi mesi prima di incontrare Giacomo, ho aperto un mutuo in banca per comprare la mia prima macchina fotografica professionale, senza un vero motivo. Alcuni la chiamano determinazione, altri coraggio, altri ancora passione.

Qualunque sia il miglior modo di chiamarla, è stata proprio quella macchina fotografica a permettermi di realizzare i primi servizi fotografici, conoscere Giacomo e Jacopo ed iniziare con loro una delle avventure più incredibili della mia vita.

Abbiamo la fortuna di vivere in una delle ere più stimolanti che siano mai esistite. Non fermatevi.

Hai una storia che vuoi raccontare? Lo Stagista Parlante è in prima linea per far sentire la voce di tutti i giovani!

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