Crisi di un quarto di secolo: cos’è e come affrontarla

Hai compiuto 25 anni.

Hai da poco terminato gli studi, ti sei laureato e hai festeggiato con i tuoi cari.

Magari ti hanno messo in testa la corona di alloro simbolo di conquista, ti sei sentito forte, invincibile e con la voglia di spaccare il mondo!

 

Già all’indomani della festa di laurea ti sentirai diverso…

Adesso non hai più l’ansia di preparare un esame, non hai più l’ansia della media… finalmente potrai fare il falò di libri che tanto ti sei ripromesso di fare alla fine dell’Università.

Ma dentro di te, ti farai spesso questa domanda: “E ora?”

Inizialmente quasi non ci fai caso, è una domanda nascosta, impercettibile.

 

Poi fai il primo colloquio della tua vita, e va male.

Ne fai un altro, e va male….e poi un altro e un altro ancora.

Allora la domanda che ti sei fatto intimamente è più intensa… ma non molli fino a quando  qualcuno non ti dice “Sì, sei assunto”.

 

E’ il tuo primo giorno di lavoro, sicuramente uno stage che non ha nessun risvolto futuro.

Prima che uno stage non avesse nessuno prosieguo non era così importante… dopotutto serviva principalmente per i crediti universitari.

Ma ora? Ma ora cazzo devi pensare al futuro!

 

Inizi a sentirti non all’altezza, inadeguato, un buono a niente.

Ti senti solo perchè mamma e papà non possono più esserci, non sono più la tua cartina di tornasole.

Il mondo reale lo devi affrontare da solo adesso…

 

Se hai già provato tutto ciò hai vissuto o stai vivendo la crisi diun quarto di secolo.

La crisi di un quarto di secolo, o crisi dei 25 anni, è una fase della vita . Chi più chi meno l’ha vissuta.

E’ quel senso di soffocamento e di depressione che ti assale quando smetti da un giorno all’altro di essere uno studente.

Sei catapultato nella “vita dei grandi” all’improvviso e ti rendi conto che non è per niente tutto rosa e fiori specialmente per un giovane neolaureato.

Come si sopravvive alla crisi di un quarto di secolo?

Non c’è una durata fissa della crisi di un quarto di secolo: varia a seconda della persona.

Come farla passare?

Innanzitutto non cedere alla depressione, stringere i denti, continuare a provare, a fare e ad essere propositivi.

Ma più di ogni altra cosa bisogna ricordarsi che non si è soli!

L’isolamento, il credere che gli altri stanno andando avanti e tu no, il non confrontarsi con chi vive la tua stessa situazione peggiorano di granlunga le cose.

 

Cerca di confrontarti con i tuoi amici e con i tuoi colleghi, scoprirai che ci sarà sempre qualcuno che ci è passato!

 

Perchè non iniziare il confronto proprio da qui? 

 

 

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2 Risposte

  1. Giuseppe Simonetti ha detto:

    Ciao, mi fa piacere sapere di non essere l’unico.

    • Michele Morreale ha detto:

      No Giuseppe, non sei solo!
      E se hai voglia di sfogarti puoi raccontarci la tua storia su “storie di stagisti parlanti” 🙂

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