Andrea Lo Stagista Artista

Quando esci in comitiva, capita sempre di conoscere gente nuova.

I classici amici di amici, che solitamente stanno dall’altra parte del tavolo, con cui magari scambi due parole tanto per dire “non me la tiro”.

Quando ho conosciuto Andrea De Pascalis è andata più o meno così, solo che la due parole sono diventate una conversazione intera!

Beh, a che non capita mai di conoscere qualcuno che è arrivato sul podio di XFactor in un altro Paese dopotutto! xD

La storia di Andrea mi ha colpito molto, perchè fresco dei suoi 22 anni sa dove vuole arrivare e come tutti i giovani deve farsi valere, specialmente

nel mondo dell’arte scenica!

Ho parlato della Community del Lo Stagista Parlante ad Andrea e lui ha voluto subito abbracciare la nostra iniziativa e raccontare la sua storia!

Ciao Andrea,

grazie per aver deciso di raccontarti ai lettori del Lo Stagista Parlante.

Parliamo molto dei giovani italiani che cercano di realizzare i loro sogni nel cassetto nel nostro Paese e degli ostacoli che i tempi di oggi pongono; ma è la prima volta che mi capita di intervistare un giovane artista e ne sono felice perchè significa che la filosofia del Lo Stagista Parlante piano piano arriva in ogni settore!

Allora eccoci a noi, parlaci un po’ di te della tua storia… come è iniziata la tua avventura? Quando hai capito che “da grande voglio fare questo”?

Ciao a tutti Stagisti Parlanti!

Sono Andrea Pe Pascalis ed ho 22 anni , vengo da Lecce ma mi sono  trasferito a Milano da 4 anni .

Voi direte per fare cosa?! Per inseguire il sogno della mia vita , quello di poter cantare .

Tutto e’ iniziato 17 anni fa quando, a cinque anni,  ho preso la prima lezione di canto (passione trasmessa da mia sorella Valentina anche lei ottima cantante).

Quindi dicevo da li qualcosa mi faceva vibrare l’anima: la musica di cui non posso farne a meno.

Però non è  stato tutto rose e fiori anche perchè se non ci fossero gli ostacoli gli obiettivi non si raggiungerebbero!

E’ stato un percorso, e lo è tutt’ora, molto frastagliato anche dalla presenza dei miei genitori che non erano molto d’accordo sul da farsi… ma soprattutto lasciare l’azienda di papa’ per andare in una città nuova ed inseguire un sogno irrealizzabile che “non mi avrebbe mai dato il pane a tavola”. 

Convinti loro , convinti solo loro !

Ma io duro come la roccia, niente da fare son partito ed arrivato a Milano ed ho vinto la prima borsa di studio che mi ha portato a studiare nella più prestigiosa accademia di musical la MTS e cosi da qui, ho detto: Andrea hai una cosa davvero molto grande tra le mani.

E’ stato in quel momento che ho realizzato che quello doveva essere il mio lavoro.

Il tuo percorso ti ha portato anche in Albania, arrivando al secondo posto di XFactor. Hai trovato molte differenze tra l’Albania e l’Italia in merito ad opportunità per i giovani artisti? Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi?

Ebbene sì, una delle esperienze piu belle è stato  questo talent in Albania che mi ha fatto avere  molto successo li,

facendomi amare da milioni  di persone e poco in Italia come ben si sa.

Diciamo che l’Albania è l’Italia degli anni ’50 : le differenze erano sia economiche che stilistiche (il modo di vestire , il costo di un piatto di pasta, il modo in cui era strutturata la città…)

La differenza netta è che se in Italia ci sono le case discografiche ad investire su di te , li no , il successo si ottiene con i videoclip attraverso le visualizzazioni .

Sinceramente non ci sono aspetti negativi o positivi mi viene da dire che l’Albania sta crescendo molto e secondo me investira’ tanto nel campo artistico .  

Qua in Italia, quali sono i principali ostacoli che un giovane artista come te deve affrontare? Ti è mai capitato di essere stato superato da chi “è sceso a compromessi”? Se si come hai affrontato la cosa?

In Italia ce nesono parecchi… e come ben sappiamo se non si hanno le conoscenze e “intrufoli vari” la strada è ancora più ripida.

C’è molta competizione ma anche tanta cattiveria , tanta malignita’ in giro e poca ma poca vera musica.

C’è poco sentimento: tutti aspirano al successo…ok anch’io,  ma prima voglio raccontare cio che ho dentro poi quello verra’ col tempo. Avoglia!

Sono stato più che superato da tanti che avevano pagato fior e fior di quattrini ma io con molta calma e sopratutto intelligenza li facevo passare perchè  sapevo che non avrebbero dato quello che do io su di un palco .

 

Cosa diresti ai giovani italiani che hanno dei sogni, in diversi campi, ma che trovano un Paese che poco investe su di loro?

Lungi da me essere retorico però voglio dire di insistere, come sto facendo io!

tanta passione, tanta dedizione e tanto ma tanto studio.

Ognuno ha un vissuto ed il bello è questo perche si è diversi.

E poi si sa: l’Italia investe poco a prescindere, ma non facciamoci capovolgere o meglio calpestare dalla società che crede poco anche in se stessa!

 

 

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