La storia di Angelo Bottone: come creare da se le proprie opportunità

Motivare ed ispirare: la “missione” più bella delle storie che raccontiamo su Lo Stagista Parlante.

LinkedIn è la piattaforma social su cui faccio scouting di giovani talenti la cui storia possa essere di speranza per i giovani in difficoltà e un esempio per cercare di essere noi a cambiare e prenderci il futuro che ci spetta di diritto.

E’ proprio su LinkedIn che mi imbatto nel profilo di Angelo Bottone, giovane Digital Marketers fino a poco tempo fa parte di OneDay Group, digital factory a capo di realtà molto vicine ai Millennials e ai Centennials come ScuolaZoo, e che recentemente ha intrapreso una carriera da freelancer.

Il percorso di Angelo inizia da giovane e sin dai tempi del liceo, quel che risalta nel suo profilo è che la maggior parte delle sue competenze sono state acquisite da autodidatta.

Ho chiesto ad Angelo di rispondere a qualche domanda, naturalmente a distanza visto il periodo di “reclusione” causato dalla pandemia.

  • Come è nato tutto?

Da piccolissimo ero davvero un super nerd, con una passione estrema per i videogiochi online, l’internet ed il mondo dell’innovazione; ero innamorato follemente dei social network e di photoshop, su cui passavo gran parte del mio tempo portando avanti piccoli progetti personali. Le mie passioni e la continua voglia di mettermi alla prova di fronte a qualsiasi nuova sfida, col tempo, mi hanno permesso di instaurare e portare avanti diverse collaborazioni sia come graphic designer, che come social media specialist all’interno di piccole realtà nel casertano. Una parola a cui penso quando parlo del mio percorso è proprio “Self Taught”, autodidatta. Ho sempre amato imparare da solo e sperimentare cose nuove, a me sconosciute, ma dal quale ero estremamente incuriosito. Infatti, terminata la maturità, sono stato a Napoli per due appuntamenti: Il primo riguardava l’iscrizione ad un’accademia di marketing digitale, il secondo, un colloquio da stagista in una piccola agenzia di comunicazione.
Il secondo incontro mi ha cambiato la vita facendomi capire che fare pratica, applicare le proprie abilità sul campo e relazionarsi con professionisti del settore è fondamentale per la propria crescita personale e professionale. Per questo motivo, ho deciso di sviluppare un percorso di apprendimento da autodidatta.Pochi anni dopo è arrivato il colloquio che si può ritenere l’inizio della mia storia e che definì ufficialmente il mio trasferimento a Milano, all’età di 19 anni, dove ho potuto migliorare sempre di più le mie skills nel mondo del digital Marketing, il mio attuale lavoro. Qui ho cominciato a collaborare con un ampio spettro di realtà: da quelle più “tradizionali” del luxury, come Tod’s, a quelle focus sulla generazione Z come ScuolaZoo. 

  • Il nostro blog nasce per raccontare le difficoltà dei giovani a farsi strada in una società che poco investe sui giovani. Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato per avviare la tua impresa? Hai riscontrato l’ormai triste binomio “giovani”- “poca credibilità”? 

Come ho detto, ero poco più che maggiorenne quando ho cominciato ad avere vere esperienze e, nonostante fossi molto motivato e senza pretese economiche, non è stato facile entrare nel mondo dell’impresa e risultare credibile, soprattutto per l’età. Sono dovute seguire moltissime application prima che riuscissi a trovare il contesto adatto per crescere, portando sempre con me ambizione e idee. Ancora oggi, 6 anni dopo e con tante esperienze alle spalle, capita di collaborare con aziende che, quando mi chiedono l’età, fanno spesso fatica a darmi fiducia al primo colpo. In risposta, provo semplicemente dimostrare il valore aggiunto che posso portare all’interno dell’azienda!

  • Cosa diresti ai giovani italiani con dei sogni nel cassetto e dei progetti per il loro futuro?

Ciò che ho imparato e che mi sento di trasmettere a tutti i giovani come me e, in generale, a chiunque stia leggendo quest’intervista, è che non bisogna mai fermarsi di fronte alle difficoltà legate al contesto geografico in cui ci troviamo. L’importante è non rimanere fermi, rimboccarsi le maniche, essere curiosi ed essere sempre pronti ad affrontare nuove sfide. Inoltre, non è da sottovalutare l’importanza di crearsi in maniera autonoma le proprie opportunità. Il resto verrà da sé.

  •  Che futuro vedi per il nostro Paese e per i giovani italiani di oggi?

L’Italia è un paese con una storia economica e geopolitica straordinarie. L’attuale situazione del nostro paese non presenta scenari oggettivamente stabili ma ciò non significa che i giovani Italiani non possano fare la differenza a livello Internazionale. Forse ho avuto la fortuna di conoscere sempre persone curiose, interessanti, smart e voglio immaginare la maggior parte dei giovani esattamente così. Sono fiducioso per il futuro del nostro bellissimo paese!

 

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Una risposta

  1. Fabio Bottone ha detto:

    Ciao a tutti io sono il papà di Angelo, vorrei solo che questa bellissima intervista sia di insegnamento non solo per i giovani, ma soprattutto per noi genitori, impariamo a dare più fiducia ai nostri figli in qualsiasi settore, loro sono il futuro del nostro paese. Sono fiero di te.

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